Cyberknife: radioterapia ipofrazionata per il trattamento del tumore della prostata

La radioterapia tradizionale, anche quando fatta con le tecnologiche più avanzate, come l’IMRT o la Vmat viene effettuata di solito in frazioni, fino ad un massimo di 40 sessioni, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, per effettuare il trattamento nell’arco di due mesi.

È un trattamento che viene utilizzato ancora, ma viene rimpiazzato quando si ha la possibilità di utilizzare un macchinario avanzato come il Cyberknife che concentra il fascio di radiazioni su un’area specifica quale la prostata ed evita accuratamente di irradiare i tessuti sani vicini, ossia il retto e la vescica.

Grazie a tali tecnologie robotiche così avanzate è possibile eseguire il trattamento in pochissime frazioni (radioterapia ipofrazionata), solitamente cinque, evitando quando possibile il trattamento chirurgico.

Il sistema di radiochirurgia Cyberknife è dotato di un sistema di centraggio che permette di ripetere il trattamento nello stesso identico modo in tutte le sedute. Nello specifico, prima si inseriscono nella prostata dei reperi metallici, i cosidetti fiducial radiopachi, nel punto in cui si vuole irradiare. La macchina prende poi in riferimento questi ultimi e ci si collega in modo da non sbagliare. Il beneficio maggiore consiste nel fatto che se il paziente si muove leggermente, la macchina è in grado di seguire l’organo da irradiare e di colpire comunque l’area corretta. Questo trattamento è anche possibile con altri organi.

In quali casi è indicata la Radioterapia Ipofrazionata

La Radioterapia Ipofrazionata è indicata per i pazienti affetti da neoplasia della prostata con rischio basso-intermedio. Statisticamente nei pazienti giovani è preferibile intervenire chirurgicamente, mentre nei pazienti con età superiore ai 70 anni o con particolari problematiche si preferisce l’intervento radioterapico, poiché è meno invasivo e non necessita di un recupero post-operatorio.

Nei pazienti ad alto rischio, invece, si preferisce utilizzare la radioterapia tradizionale, con almeno 20 sedute, anche se in casi particolari, dopo un’accurata valutazione, il radioterapista potrebbe decidere diversamente.

Il vantaggio principale della tecnica della Radioterapia Ipofrazionata consiste nel colpire il tumore con una dose radicale in poco tempo, ma è chiaro che il trattamento può risultare piuttosto aggressivo. E’ importante però che l’intervento venga eseguito con macchinari all’avanguardia poiché in caso di errore si andrebbe a diffondere tossicità nelle aree circostanti come retto e vescica.

Non si riscontrano invece svantaggi rispetto alla terapia tradizionale.